Cerca

Nuovo Quotidiano di Puglia

16 aprile 2011
L'evento/ Presentato il libro con gli scritti del fondatore del "Quotidiano"
Maglio, l'uomo e il maestro. «Il Sud dev'essergli grato»
Alle "Cantelmo", a Lecce, ieri è stato presentato "L'Oriente che è in noi". Presenti colleghi e autorità


Era «l’uomo con la pipa» per Pierpaolo Lala, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti, che lo ha incrociato nella redazione di “Quotidiano” nel 1996, prima che la lasciasse. Era «il signore distinto con la mazzetta dei giornali sotto il braccio» per Vincenzo Romano, sindaco di Alezio. È stato «una grande penna, un leader, un maestro. Un’autorità morale e un profondo intellettuale, qualità che difficilmente si concentrano in una sola persona» per Alessandro Barbano, che è stato un suo allievo prima di diventare il vicedirettore del “Messaggero” e che ha letto una lettera di Maglio che ha commosso tutti. Era il «creatore di un piccolo miracolo» per il presidente regionale di Assostampa, Raffaele Lorusso. Ma era anche il giornalista che parlava in dialetto per sottolineare il legame profondo col suo Salento, lo stesso che nel 1984 scriveva pagine di giornalismo che sarebbero ancora attuali.
Tutto questo era Antonio Maglio, giornalista nato ad Alezio e che, se un brutto male non lo avesse portato via quattro anni fa, qualche settimana addietro avrebbe compiuto 70 anni. E avrebbe ricevuto chiamate e messaggi da tutti i colleghi, gli amici e i conoscenti che invece ieri, alle Officine Cantelmo di Lecce, si sono ritrovati per ricordarlo e per far in modo che la memoria di quest’uomo e maestro eccezionale non sbiadisca nel tempo.
L’occasione l’ha offerta la pubblicazione di “L’Oriente che è in noi” (Glocal editrice), raccolta degli scritti più belli di Maglio – che tra le altre cose è stato il fondatore di “Quotidiano” – a cura di Adelmo Gaetani, Antonio Corcella e Lino De Matteis.
Il ricavato della vendita del libro (20 euro), realizzato grazie al contributo di Antonio Quarta di Quarta caffè, sarà devoluto per iniziative in sua memoria, che saranno definite nei prossimi mesi dall’apposito comitato coordinato dall’onorevole Giacinto Urso.
C’erano tutti a rendere omaggio a Tonino: dalla prima segretaria di redazione al fratello Guido, passando per il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, il direttore della “Gazzetta del Mezzogiorno” e allievo di Maglio, Carlo Bollino. E poi il direttore della biblioteca provinciale, Alessandro La Porta e il consigliere di Stato Carlo Schilardi, i colleghi Elio Donno e Nicola Paparella; Anna Palmieri dell’omonima libreria. Tutti, fino al presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che Maglio non lo ha conosciuto neppure, ma che nondimeno ha avuto parole di ammirazione. Parole che, se avesse potuto sentire, Tonino sarebbe arrossito. Oppure, come ha detto il collega Elio Donno che lo conosceva bene, «per schernirsi ci avrebbe guardato con la mano sul mento e avrebbe detto: “ma ci sta diciti?”».
V.Bla.

Copyright Glocal Editrice