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Puglia Notizie

4 giugno 2010
Dall'omicidio Basile al peschereccio affondato: quarto potere e misteri


Può fare da contrappeso ai tre poteri previsti dalla Costituzione e per questo viene definito il ‘cane da guardia della democrazia’. E’ il quarto potere, il giornalismo libero, che fa dell’inchiesta il suo punto di forza ed è stato il tema del sesto appuntamento della rassegna “Building Apulia, costruendo l’identità della Puglia”, organizzata dalla biblioteca del Consiglio regionale, Teca del Mediterraneo.
Protagonisti, “Il Giallo di Ugento” (Edizione Glocal) di Lino De Matteis - instant book sull’omicidio del consigliere comunale salentino Giuseppe Basile - e “Nato: colpito e affondato” (La Meridiana), di Gianni Lannes, sulla vicenda “insabbiata” del peschereccio Francesco Padre. Si tratta di due “storie al silenziatore”, che vanno ad infoltire il lungo elenco di misteri italiani, “rimasti spesso tali con la complicità delle istituzioni”.
“Quello del giornalista – ha detto Giuliano Foschini di Repubblica, introducendo gli autori – è un mestiere di sovrapposizioni, di empatia con le persone, saper ascoltare per raccontare, avendo come unica verità la buona fede”. Un lavoro che può arrivare a delle certezze o può permettere di ricostruire un quadro, lasciando che siano i lettori a farsi un’idea, proprio come nel caso del “Francesco Padre” e del “Giallo di Ugento”.
Lannes parte da un dato di fatto, l’affondamento del peschereccio molfettese nel ’94, al largo delle coste del Montenegro, in piena guerra dei Balcani, e conclude, sulla base di perizie tecniche e di lavoro sul campo, che la nave da pesca è stata mitragliata e silurata da un sommergibile Nato.
Al contrario, De Matteis, che si occupa di un’inchiesta tuttora in corso, delinea un contesto chiarissimo e un personaggio, Basile, un “po’ rozzo e naif”, che diventato consigliere comunale spaventa il sistema con le sue imprese “donchisciottesche” e, forse per questo, viene ucciso a coltellate nel giugno 2008.
Entrambi i libri citano testimoni e voci inascoltate e ripercorrono le fasi delle indagini. Come ha detto Foschini: “due bei libri per due brutte storie”, che testimoniano le difficoltà del mestiere del giornalista e la capacità della stampa di incidere sulla storia ufficiale. (ange.ru)

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