
10. La rivolta dei giovani praghesi
di ANTONIO CAMUSO
Agosto 2008
Piero Novelli , corrispondente della Gazzetta , continua a mandare i suoi “pezzi” da una piccola città ceca, ancora libera dai russi, molto vicina al confine e dalla quale si riescono a raccogliere le notizie che provengono dal resto del paese. Si apprende così di “8 manifestanti fucilati a Kosice, notizie contrastanti sulla sorte di Dubcek, Cernik, Smrkovscky e Cisar mentre i sovietici cercano un Quisling” (ovvero un collaborazionista che dia un minimo di legittimità al loro intervento e presenza a Praga, ndr 2008).La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 agosto 1968
Anche la “nuova sinistra” ancora in embrione si mobilita.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 agosto 1968
Proteste internazionali. Yugoslavia, Belgrado: 200.000 in piazza a gridare la loro solidarietà al popolo cecoslovacco e di esser pronti a combattere se invasi. Tito aiuterà i 50.000 turisti cechi presenti sulla riviera orientale adriatica.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 agosto 1968
Bogotà, Colombia, dal corrispondente, vaticanista Cosmo F. Ruppi. Giunto Paolo VI in Colombia con la popolazione che lo accoglie entusiasta mentre bacia la terra appena giunto. Il “nostro” vaticanista Ruppi ci parla della cattedrale di Bogotà, una povera chiesa del 600 in stile barocco come tante chiese della nostra Puglia ed in cui non la ricchezza ma la fede sorregge il cammino cristiano.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 agosto 1968
Grecia. Il musicista Mikis Theodorakis deportato in un piccolo villaggio del Peloponneso a causa della sua appartenenza ad un partito filocomunista.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 agosto 1968
USA: Ohio, uccisi 5 dimostranti neri. Convention democratica ad ottobre, blindata. Creata una zona di sicurezza antiattentati, con filo spinato e agenti armati. Si teme per l’annuncio del Comitato di liberazione nazionale, che per per la fine della Guerra in Vietnam vuole far confluire in città 200.000 manifestanti. Certa la partecipazione di folti gruppi di Hippies.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 23 agosto 1968
Brindisi: rinvenute e recuperate al largo di Apani e di Punta Cavallo due grandi ancore romane del I e II secolo dc. Dopo 10 ore di lavoro due sub brindisini Giuliano del Pont e Gino Zongoli, quest’ultimo impiegato alla biblioteca provinciale, con l’ausilio di un peschereccio, riportano a galla i due reperti.
Mentre il sacco della città antica, romana e messapica, continuava grazie a palazzinari speculatori e politici locali compiacenti, l’importanza di Brindisi nell’antichità riceveva nuove conferme ma… questa doveva essere la città della chimica moderna e delle centrali elettriche e non poteva legarsi al vecchiume d’altri tempi! Il nuovo Teatro Verdi fu costruito sull’insula patrizia romana e il quartiere di San Pietro degli Schiavoni devastato dal cemento. I turisti a Brindisi dovevano essere solo quelli che prendevano il traghetto per la Grecia e non quelli che avrebbero potuto visitare le memorie del suo millenario passato!La Gazzetta del Mezzogiorno, 24 agosto 1968
La Gazzetta del Mezzogiorno, 24 agosto 1968L’ascolto di queste emittenti locali fu in quei giorni la meta ambita, non solo di radioamatori, ma anche di giornalisti e servizi di intelligence occidentali al fine di seguire l’evoluzione dell’occupazione e comprendere le difficoltà politiche e logistiche che incontrarono gli eserciti invasori. Notizie utilissime raccolte nei centri di ascolto piccoli e grandi disseminati lungo l’invisibile frontiera della Cortina di ferro. Uno di questi, tra i più importanti e che impiegava giornalmente centinaia di addetti era quello di San Vito dei Normanni, da cui attraverso un sistema complesso di antenne e di ricevitori sintonizzati sulle frequenze militari e civili dei paesi comunisti, venivano intercettate tutte le comunicazioni, registrate e trasmesse negli Usa e quindi elaborate dalla CIA a e dalla potentissima NSA per conto del Pentagono. Fu grazie a queste informazioni che gli americani si resero conto di quanta impreparazione e quante difficoltà avesse incontrato l’Unione Sovietica in quell’atto di forza contro il piccolo paese centro-europeo.
La tragedia raggiunse toni farseschi
Nella foto carri armati russi in piazza San Venceslao a Praga
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