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Diario d'agosto/7

Cartolina di Radio Mosca

7. La cartolina da Radio Mosca

di ANTONIO CAMUSO

Agosto 2008

13 agosto 1968
E’ arrivata posta dalla Cortina di Ferro! La mia amica romena Mariana Nedeleda mi ha scritto, inviandomi una cartolina dalla sua città. E’ un posto rinomato per i fiori da cui l’industria locale ricava delle essenze da cui si producono profumi. E’ felice che un ragazzo italiano abbia risposto ad un’inserzione apparsa, chissà come, sui giornali per ragazzi in Italia. Per adesso potremo scriverci in francese ma dice che lei sta studiando l’italiano e vorrebbe visitare l’Italia. Il postino mi ha consegnato una cartolina proveniente dalla Russia. C’è la QSL (cartolina di risposta dalla radio ascoltata) di Radio Mosca che io ascolto spesso la sera, in onde medie e corte, nelle trasmissioni in italiano e in francese. Un bel risultato per il mio impegno radiantistico , considerando che solo pochi giorni fa ho ricevuto da Radio Praga un pacco contenente delle riviste illustrate, con fotografie a colori che parlano di un paese felice, in cui la disoccupazione non esiste e il diritto allo studio è universale. Le sfoglio in maniera disincantata, è chiaro che c’è tanta propaganda ma comunque servono per gettare uno sguardo direttamente dall’altra parte del Muro. E’ un’ulteriore spinta a migliorare nei miei progressi nel campo della radiotecnica, ed autocostruirmi un ricevitore che possa ascoltare tutti i paesi del Mondo. Comprendo che il mondo futuro sarà di chi gestirà i mass media, ma anche di chi sarà capace di filtrare il loro messaggio per costruire controinformazione e controcultura. E’ lì la vera capacità di essere rivoluzionari come vorremmo esserlo noi, giovani del '68!
La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 agosto 1968
Montevideo: una vera insurrezione degli studenti con gravi scontri con la polizia.
La protesta studentesca dilagava in quei giorni in America Latina.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 14 agosto 1968
L' inviato del giornale, Piero Novelli, a Praga, incontra i redattori del giornale “Literarni livosti”, il quotidiano dalle 2000 parole che demolì il regime di Novotny. Gli raccontano che le copie si esauriscono in un baleno e pensano ad un rinnovo ed ampliamento sia nella veste editoriale che nella tiratura. Sono tutti al fianco di Dubcek e sanno che il loro destino è legato a quello del segretario del PC ceco.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 agosto 1968
Mentre a Praga si aspetta Ceausescu, la Romania dice ai sovietici di tener lontano i carri armati dai “nostri” confini.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 agosto 1968
Minacce dalla marina Usa nel Mediterraneo! Intervista da Napoli all’ammiraglio statunitense Martin. Sulla prima pagina della Gazzetta un mappa del Mediterraneo: è una fitta ragnatela di basi militari USA, inglesi, francesi, sovietiche e del Patto di Varsavia e dove il controllo degli oleodotti (ieri come oggi, ndr 2008) rappresenta l’obbiettivo finale.

Mai fu azzeccato un articolo a centro pagina come quello ed in un mese così importante. Nulla è cambiato da quell’agosto di quarant’anni fa! Il Patto di Varsavia non esiste più ma le guerre per il controllo del combustile che muove l’economia capitalistica continuano ad insanguinare il Mediterraneo e il Medioriente.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 agosto 1968
A Parigi delusione per i negoziati sulla pace in Vietnam, continua il balletto diplomatico e lo scambio di accuse tra le parti: gli americani incolpano il Vietnam del Nord per le infiltrazioni di vietcong verso il Sud e i vietnamiti di Hanoi chiedono che cessino immediatamente i bombardamenti al Nord.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 agosto 1968
Il primo profugo ceco è Josef Havlicek di 35 anni di Brno ed è sbarcato in Puglia. Ha dichiarato che nel suo paese non c’è libertà. E’ arrivato in canotto ed ha attraversato l’Adriatico remando su un affare per farci giocare i bambini, la voglia di libertà ha rasentato l’incoscienza. Partito da Dubrovnik in Yugoslavia, dove era giunto fortunosamente attraversando più frontiere, ha raggiunto, aiutato dal mare calmo di questo agosto 1968, Lido San Nicola a Peschici ed ha chiesto aiuto ai bagnanti che lo osservavano incuriositi. La polizia, in seguito, lo ha trasferito al centro profughi di Trieste. Dice che per l’impresa si è allenato e che vuole raggiungere il fratello fuggito anni fa anche lui dalla Cecoslovacchia ed ora residente nella Germania ovest.
Ben presto a fronte della repressione russa a fuggire dalla Cecoslovacchia furono in molti e la via di fuga preferita fu quella verso la neutrale Austria. La Puglia conobbe in seguito, negli anni Novanta, le grandi migrazioni con l’ondata degli albanesi in fuga da un paese allo sfascio, in preda ad una crisi economica e politica gravissima. Poi vennero i curdi, i cinesi e dopo ancora gli iracheni e gli afgani, i pachistani , ma mai fu negato il diritto all’accoglienza per chi speranzoso approdava alle sue sponde
La Gazzetta del Mezzogiorno, 15 agosto 1968
Brindisi: il più bravo dei diplomati dell’Istituto Tecnico Industriale G. Giorgi si chiama Claudio Vinciguerra, con la media del 9.
Un vero primato per una scuola ritenuta tra le più severe e dove la contestazione giovanile non sembrava ancora esser sbarcata. Si dovettero attendere le lotte studentesche del tardo autunno 1968 e della primavera 1969 per incominciare a respirare una nuova aria nell’istituto che vide nascere leader quali Pietro Alò e Cosimo Francioso di estrazione marxista-leninista e successivamente tanti militanti di Lotta Continua e dell’area dell’Autonomia.
Nella foto la cartolina di Radio Mosca

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