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Diario d'agosto/2

Olimpiadi Citta del Messico 1968

2. Le Olimpiadi di Città del Messico

di ANTONIO CAMUSO

Agosto 2998 


La Gazzetta del Mezzogiorno, 1 agosto 1968

A Città del Messico scontri tra studenti e polizia. Quest’ultima spara raffiche di mitra, un morto e numerosi arresti.

Quelle che si svolsero quell’anno, in Messico, furono le Olimpiadi della vergogna e definite da tutti le più politicizzate. Sporche di sangue degli studenti messicani massacrati dalla polizia (solo in seguito e grazie alla contro-informazione degli studenti si seppe quanto il bilancio fosse ben più grave dei dati ufficiali) e tinte con il nero dei pugni degli atleti neri americani che salutano col gesto del Black Panther. Gli studenti messicani, marchiati con l’accusa di sabotaggio contro il proprio paese, furono emarginati e massacrati nell’indifferenza delle “democrazie occidentali”; gli atleti neri contestatori furono squalificati a vita in nome dello spettacolo dello sport senza anima e cervello.
Pechino, Olimpiadi 2008: la pressione internazionale affinché il regime cinese conceda più libertà in Tibet ha prodotto scarsi risultati, la “comunità internazionale” ritiene importante che le Olimpiadi non vengano politicizzate.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 2 agosto 1968
Praga: trapelano i primi particolari dell’incontro a 6 tra Dubcek e Breznev e gli altri duri del Patto di Varsavia. Sarà riuscita Praga a salvare il nuovo corso?

La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 agosto 1968
Trapelano i contenuti dell’incontro di Bratislava: Praga rimane dentro il Patto di Varsavia e il mercato comune (COMECOM) del Patto, ma può continuare ad avere quell’autonomia politica che dovrebbe portare ad un allargamento dei partiti presenti nel paese e quindi ad una vita politica più varia senza lo stretto controllo del partito comunista ceco.
Si cercò sui giornali, in quei giorni, di fare un confronto con l’altro paese “dissenziente” dell’Est, la Romania. Lì c’era una notevole autonomia militare ed economica del paese dal Patto ma vi era anche lo stretto controllo del regime di Ceasescu e del suo partito di stretta osservanza “marxista-leninista” su tutta la società romena.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 agosto 1968
Parigi: i negoziati di pace sul Vietnam sembrano in crisi mentre l’infiltrazione dei Vietcong al sud aumenta e sembra imminente l’offensiva comunista... Tre piloti USA abbattuti mentre bombardavano il Vietnam del Nord, liberati nel Laos.
Il Vietnam, quell’anno, continuò ad essere il punto cruciale dello scontro ideologico e militare tra l’Occidente capitalista ed i Paesi comunisti, Cina e URSS in testa. Il 1968 è l’anno delle trattative di Parigi in cui più volte sembrò che si potesse scrivere la parola fine a quell’assurda guerra ma si dovette invece attendere altri 7 anni per chiuderla definitivamente, con la sconfitta totale del militarismo USA in quella regione.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 agosto 1968
Roma: il CIPE presieduto dal ministro del Tesoro Colombo decide nuove misure sull’arricchimento dell’uranio in Italia e decide su un impianto unico per il recupero e ritrattamento del materiale fissile.
Quel lungo cammino radioattivo che parte da Roma e finisce al confine tra la Puglia e la Basilicata, vicino a Metaponto, Rotondella e Scanzano iniziò quel lontano 3 agosto del 1968. Un cammino che, nonostante le vittoriose proteste di qualche anno fa, per respingere il piano del generale Carlo Jean, che prevedeva quel luogo come discarica nazionale di tutto ciò che è radioattivo in Italia, non è stato definitivamente fermato. Purtroppo con le ultime misure del governo Berlusconi, che inseriscono l’argomento siti nucleari tra quelli su cui si può apporre il segreto di Stato, non si prevede nulla di buono. Fra non molto vedremo i carri armati a presidiare quel luogo e chiudere definitivamente la bocca ai cittadini che protestano.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 agosto 1968
Cina: 4 agosto, diecimila guardie rosse arrestate dall’esercito a Canton?
Il '68 fu anche l’anno cruciale per la grande Rivoluzione culturale in Cina. E’ l’anno in cui il Partito Comunista Cinese mise in movimento l’esercito per riaffermare il suo potere, in nome del popolo, e per ridurre a miglior ragione le parti più estremiste del movimento delle Guardie Rosse e quei gruppi di potere locali non in linea con il Comitato Centrale del PCC. Solo molto tempo dopo si seppe effettivamente quanto questa fase fosse costata in termini di vite umane e di capacità di rinnovamento e di ammodernamento di quel paese. Aspettative nate tra quelle giovani generazioni, a cui, per un breve lasso di tempo, fu lasciato credere che era “giusto ribellarsi”. Forse l’attuale linea economica e politica di quel grande paese avrebbe potuto esser diversa e magari non avremmo assistito alla vergogna del massacro di Piazza Tienamen. Se si fosse creduto di più in quei giovani e si fosse investito di più in un grande salto culturale capace di coniugare rinnovamento delle capacità scientifiche e salvaguardia dei principi del socialismo e della democrazia, forse oggi non assisteremmo all’orribile connubio tra un modello produttivo di stampo capitalista, che già sta portando, oltre a tanti lutti, disastri incolmabili in campo ambientale, e l’incapacità nel proporre alternative al capitalismo liberista da parte dell’ultimo partito Comunista, nato agli inizi del Novecento e al potere da sessant’anni.

Nella foto i due velocisti neri Tommie Smith e John Carlos con pugni chiusi e mano guantata di nero, simbolo della lotta delle Black Panters, durante la premiazione alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968

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