2. Presentazione
Anche Lecce, il 12 novembre 1977, avrebbe potuto avere i suoi due morti tra le file della nuova sinistra, così come otto mesi prima era avvenuto a Bologna con l’uccisione di Pier Francesco Lo Russo.
Fortunatamente questo triste evento non si è verificato e i due militanti sono rimasti solo feriti. Ma quella data rappresenta inesorabilmente una tappa storica per la vita politica del Salento.
L’anno 1977 segna, infatti, una svolta nella militanza politica. Già l’8 gennaio, al cinema Massimo, si era verificato il primo episodio di autoriduzione ad opera di giovani del movimento.
Mentre una serie di piccoli episodi testimonia la presenza in città di un impegno attivo della nuova sinistra, la sera del 4 giugno, per la prima volta, si sviluppa a Lecce una vera propria guerriglia in seguito al comizio fascista di Pino Rauti. Vengono esplosi numerosi colpi di arma da fuoco, la polizia usa abbondantemente bombe lacrimogene, esplodono bottiglie incendiarie.
Il 4 giugno fu solo il triste presagio di quanto doveva avvenire cinque mesi dopo, sabato 12 novembre. In questa giornata molti hanno individuato la precisa volontà della polizia di provocare a tutti i costi il «peggio».
Questo dossier intende dare un contributo documentaristico su tre punti fondamentali:
1) La ricostruzione della dinamica degli incidenti.
2) La responsabilità e il comportamento della polizia su quanto è accaduto.
3) I pregiudizi politici con cui è stata condotta l’istruttoria dal giudice incaricato.
L.d.M.