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Le mani sulla Puglia/12

12. Una cultura privatistica della cosa pubblica 

di LINO DE MATTEIS


18 agosto 2006

In tutte e tre le inchieste che hanno visto coinvolto l'ex governatore della Puglia, il deputato Raffaele Fitto, coordinatore regionale di Forza Italia, fondamentali si sono rivelate per gli inquirenti le intercettazioni telefoniche. "Sono state intercettate 150mila conversazioni, per la gran parte mie o dei miei collaboratori. Un numero enorme", ha commentato lo stesso Fitto (1). Ne è seguito un vivace dibattito sull'uso estensivo di questo strumento d'indagine e della opportunità o meno della loro pubblicizzazione sulla stampa. Ma al di là del profilo giudiziario, su cui spetta alla magistratura stabilire se ci siano rilevanze penali, le intercettazioni telefoniche forniscono un contesto politico, culturale e ambientale estremamente interessante per comprendere come può avvenire la formazione di alcune decisioni a livello di pubblica amministrazione. Per avere un quadro complessivo riproponiamo quanto apparso in merito alle tre inchieste sulla stampa, riportando fedelmente alcuni degli articoli pubblicati sulle intercettazioni dai giornali.

LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

L'inchiesta sulle Residenze sanitarie assistite

Nonostante la sconfitta elettorale alle regionali del 3 e 4 aprile 2005, Raffaele Fitto intende mantenere gli impegni che avrebbe preso con l'imprenditore romano Gianpaolo Angelucci, titolare della Tosinvest, per assegnare al suo gruppo altre quattro Rsa (Residenze sanitarie assistite).

Fitto conferma gli impegni presi con Angelucci

La Repubblica Bari, 27 giugno 2006
Tra le intercettazioni allegate al fascicolo depositato negli uffici della giunta per le autorizzazioni a procedere anche quelle tra l'ex governatore e l'imprenditore. Angelucci è interessato all'estensione dell'appalto ad altre residenze sanitarie. Per questo chiede a Fitto se abbia parlato con Mario Morlacco, direttore dell'Ares. Emblematica la conversazione del 24 febbraio 2005.
Angelucci: ... una cosa Raffae ..., Morlacco, ti ricordi mi avevi detto Morlacco, tu?
Fitto: lo vedo domani, ci, se mi chiami domani, ne parliamo domani un attimo.

Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006
Telefonata tra Fitto e Angelucci del 5 marzo 2005
Fitto: chi è?
Angelucci: Raffaele buongiorno ... Gianpaolo ...
Fitto: ciao ...
Angelucci: tutto bene ...
Fitto: tutto bene ... senti, poi ti sei visto a Roma poi per quel problema lì ...?
Angelucci: sì, sì fatto tutto già ...
Fitto: va bene ...
Angelucci: senti una cosa Raffaele, tu Morlacco l'hai più visto?
Fitto: eh no spero di vederlo ... sì l'ho visto ma io sto nel caos più totale, spero di fermarmi un attimo con lui fra oggi e domani per capire un attimo bene alcune cose ...
Angelucci: va bene ...
Fitto: purtroppo io sto nel caos ...
Angelucci: eh ... lo so Raffaele non ti stare a preoccupare, tranquillo
Fitto: va bene ...
Angelucci: tanto dura un mese ancora dai ... senti un abbraccio ...
Fitto: ci sentiamo

Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006

La sconfitta non ferma le telefonate

E' il 7 aprile 2005 e le elezioni regionali, da pochi giorni, hanno decretato la sconfitta di Raffaele Fitto dalla carica di governatore della Regione Puglia.
"Ma - scrive il gip Giuseppe De Benedictis nel provvedimento cautelare - sebbene la campagna elettorale fosse ormai terminata, i finanziamenti non lo erano, come vedremo adesso", riferendosi ad altri finanziamenti da sbloccare.
Il governatore uscente - secondo l'accusa - fa pressioni sul direttore dell'Ares, Mario Morlacco, per indurre quest'ultimo ad estendere "illecitamente" ad altre tre-quattro Rsa (residenze sanitarie assistite) l'appalto in favore del Consorzio San Raffaele, che si era già aggiudicato la gara per la gestione di altre undici Rsa pugliesi.
Questa richiesta non andrà in porto per l'opposizione di Morlacco che - sottolinea il gip - vista la sconfitta elettorale, decide di contrastare il desiderio di Fitto. Il 7 aprile - è scritto nel provvedimento cautelare - Fitto fissa un incontro con l'imprenditore romano Gianpaolo Angelucci per degli "impegni" da mantenere.
"Senti - dice al telefono Fitto - io ti volevo vedere la settimana prossima ... perché io su quelle attivazioni (l'estensione dell'appalto alle altre tre-quattro Rsa, secondo il gip) qua sul territorio ... insomma, c'avevo tutta una serie di impegni ... di cose e volevo un attimo mantenere ... perciò magari ci vediamo un attimo, ne parliamo e vediamo di fare un po' il punto della situazione".
E Angelucci: "Raffaele non avere dubbi proprio ... qualunque cosa ti occorre due volte adesso non una ... disponi di me come credi ...". Frase questa che - a giudizio del gip - conferma la "piena disponibilità, anzi doppia" dell'imprenditore romano "nonostante la sconfitta elettorale".
Le pressioni di Fitto sul direttore dell'Ares, Morlacco
Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006
Telefonata del 7 aprile 2005 tra Fitto e Morlacco
Fitto: pronto?
Morlacco: sì presidente ...
Fitto: dove sei tu?
Morlacco: in ufficio ...
Fitto: ma che avete fatto con Rocco e la Papini?
Morlacco: io ho aggiustato, diciamo, la deliberazione riguardante le specializzazioni, ho dato gli elementi a Donno perché la Papini ha voluto una comunicazione ...
Fitto: su cosa?
Morlacco: su quelle che erano le modifiche apportate in giunta ...
Fitto: mmh ...
Morlacco: e va bene gliel'ho detto a Donno e gli ho dato gli elementi ... di preparargliela ...
Fitto: ma quella è una delibera fatta con modifiche non è che deve tornare al settore ...
Morlacco: no perché Donno non voleva fare modifiche a penna voleva essere sostituita la pagina la Papini ha detto: "dimmi che cosa ha cambiato" mi deve scrivere che cosa ha cambiato la giunta, che cosa ha aggiunto la giunta e gli sostituisco la pagina ... va bene ma non è un problema ...
Fitto: poi?
Morlacco: entro domani mattina la sistemiamo ... poi Rocco ha parlato con Leggio (fonetico) ma non so che cosa si sono detti ...
Fitto: poi?
Morlacco: io per l'anestesia ...
Fitto: tutto a posto?
Morlacco: penso di sì ...
Fitto: penso che vuol dire?
Morlacco: penso perché il procedimento è fatto di quattro prove, su due delle quali non c'è margine di intervento ... cioè la prima è di quelle che arrivano i quiz predefiniti che non li conosce nessuno, poi c'è una seconda prova, la terza è una tesina sulla quale ... e la quarta è una prova orale ... ma se non si superano le prime due ...
Fitto: poi ...
Morlacco: e basta ... basta per quanto riguarda l'Università ... per quanto riguarda l'estensione non è intendimento del settore proporla ...
Fitto: (lunga pausa, ndr) che vuol dire "non è intendimento" ...
Morlacco: abbiamo parlato insieme ... c'era Rocco ...
Fitto: bè...
Morlacco: mi ha detto che in questa fase di attività ordinaria per lei non è compatibile proporre una deliberazione di questo genere ... "a meno che non mi scrive la giunta e io la faccio solo come estensore" ...
Fitto: e tu come Ares non puoi scrivere spiegando che sei contrario al procedimento e che per allineare tutto ...
Morlacco: ehm ... insomma ... questa è un'estensione
Fitto: bè?
Morlacco: e non è allineamento ... un elemento di questo genere ce l'avremmo per una sola circostanza che è quella di Brindisi che è finita e si potrebbe fare l'estensione le altre sono tutte in via di completamento se no l'avessi ... l'avremmo messe in gara ...
Fitto: ma la gara chi l'ha fatta? non l'hai fatta tu?
Morlacco: eh ...
Fitto: e quindi ...
Morlacco: per undici ... e le abbiamo aggiudicate ...
Fitto: ma non hai fatto tutto quanto tu?
Morlacco: sì, la gara per undici e l'abbiamo aggiudicate tutte e undici ...
Fitto: e quindi non l'ha fatta l'Ares questa cosa?
Morlacco: la gara, dopodiché affidarne altre quattro in estensione ...
Fitto: tre ...
Morlacco: o tre in estensione è una manifestazione di volontà del governo regionale che è discrezionale ...
Fitto: e quindi ...
Morlacco
: lei non lo vuole proporre
Fitto: e che c'entra lei a questo punto ... perché non la fa l'Ares la proposta
Morlacco: e noi non abbiamo mai proposto atti in giunta
Fitto: ma siete voi i responsabili del procedimento ...
Morlacco: ho capito però noi non proponiamo ... cioè a noi non è mai stato dato mandato di proporre atti in giunta se no quante volte non avremmo dovuto avere a che fare ... avere problemi ...
Fitto: mh ...
Morlacco: noi ... sempre ... la legge dice tramite l'assessore alla Sanità
Fitto: e l'assessore non la vuole fare questa cosa? non la può fare? tu non mi puoi scrivere l'atto?
Morlacco: ah ... materialmente sì
Fitto: e intanto fammi questa cosa qua poi lei non vuole firmarlo l'assessore lo porta e lo spiegheremo ... che il dirigente
Morlacco: ah ... materialmente sì ... figuriamoci che ci vuole ...
Fitto: predisponi questa cosa qua poi valutiamo ... tu falla come atto ... poi può anche arrivare ...
Morlacco: sì, sì ...
Fitto: senza la firma del dirigente e si assume le responsabilità lei di non volerlo fare, l'assessore la porta ... qual è il problema?
Morlacco: sì ...
Fitto: l'importante che sia un atto legittimo?
Morlacco: legittimo è legittimo ... c'è solo questa ... trattandosi di una manifestazione di volontà discrezionale ...
Fitto: e va bene ... ma è una conseguenza ... poi voglio capire qual è il problema collegato a questa cosa qua, intanto tu preparala ... dopo vediamo ... poi un'altra cosa ... ma avete fatto voi una circolare alle Asl dicendo di attenersi all'ordinaria amministrazione?
Morlacco: no ...
Fitto: assolutamente?
Morlacco: no ...
Fitto: può averla fatta la Papini?
Morlacco: e non ne ho idea ...
Fitto: mi verifichi?
Morlacco: sì.
L'ex governatore e Rocco Palese criticano il direttore dell'Ares, Morlacco
Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006
Quando Raffaele e Rocco parlano di "quel cretino di Morlacco»

Telefonata del 15 aprile 2005 tra Rocco Palese ed il presidente Fitto
Fitto: Mario (Morlacco, n.d.r.)... perché tu possa capire... io sono stato a Roma l'altro giorno
Palese: sì
Fitto: e quindi oggi gli ho detto (riferendosi sempre a Morlacco, ndr) guarda "quella cosa lì non c'è bisogno di niente"... perché è così... (riferisce risposta di Morlacco, ndr) "no assolutamente". Dico, va bè!, sto scoprendo tante cose in questi giorni, questa è una di quelle ...
Palese: io...
Fitto: ma non ha fatto ... non fa una grinza abbassa la testa e se ne va ...
Fitto: io su questa cosa lunedì lo voglio mettere di fronte di nuovo al problema ... mi riesci a portare tutto quanto tu?
Palese: sì va bene ma...
Fitto: ma non per risolvere il problema scusami
Palese: per capire ...
Fitto: per fare un altro passaggio oggi non vedi quello come l'ho trattato quell'altro ...
Palese: sì, sì
Fitto: ma almeno per capire insomma no ... che non siamo proprio coglioni
Palese: questo ormai, questo sta con la testa per vedere se riesce ad incartare ed andare agli ospedali riuniti. Perché ha capito che da lì (Ares, ndr) lo tolgono ... Non hai sentito come ha detto a te e me dicendo che la preoccupazione sua è che non ha ancora ... che non ha insomma, non ha raggiunto i limiti di pensione ... dimenticando quello stupido che è grazie a uno scemo come me e ad un grande presidente come te, perché tu sei stato un grande presidente, non sei stato scemo ... cioè grazie alla minchiaggine nostra lo abbiamo fatto conoscere in tutta Italia ... Che tutto il mondo troverebbe lavoro in qualsiasi Regione ad altissimo livello un cretino di quello grazie a noi, che noi lo abbiamo lanciato ... non capisce questa cosa qua ...
Fitto: ma lui rimarrà là dove sta adeguandosi, dicendo che alcune cose che non andavano le abbiamo dette noi. Poi vedrai
Palese: dicendo noi abbiamo detto tante volte questo, quello... Cioè così dirà: la scelta di Terlizzi è stata imposta politicamente a favore di Corato ... questo, questo ... io penso che questo sarà ...
Fitto si informa della situazione economica del suo movimento "La Puglia prima di tutto"
Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006
Con Filippi i conti di cassa del partito

E' il 9 marzo 2005: al telefono parlano l'allora presidente Fitto e il tesoriere del suo partito, il commercialista salentino Aurelio Filippi Filippi. Durante la conversazione - annota il gip Giuseppe De Benedictis nell'ordinanza di custodia cautelare - Fitto chiede al tesoriere una sorta di verifica di bilancio delle entrate e delle spese della campagna elettorale. "A che stiamo?", domanda Fitto. E il tesoriere risponde: "Dipende da che cosa mi vuoi parlare ... stiamo che se arrivano il resto stiamo bene ... se arriva quello" ... "e adesso la differenza è di 400 (mila euro, ndr)". Secondo il gip, Filippi nella conversazione "evidenziava la necessità di ulteriori somme per coprire un disavanzo di circa 400mila euro tra quanto programmato, ovvero già impegnato come spese elettorali, e quanto sino a quel momento incassato", differenza che secondo Filippi poteva essere ridotta "se arrivano quei duecento", ovvero i 200mila euro che società del gruppo Tosinvest hanno - secondo l'accusa - girato su due conti dell'Udc per poi farli arrivare sul conto corrente bancario della Puglia prima di tutto. Questi stralci della conversazione riportata alle pagine 57 e 58 nel provvedimento cautelare:
Fitto: a che stiamo?
Filippi: eh ... a che stiamo eh .... dipende da che cosa mi vuoi parlare ... stiamo che se arrivano il resto stiamo bene ... se arriva quello
Fitto: la differenza qual è?
Filippi: e adesso è di ... quattrocento ...
Fitto: cioè in più programmati o già spesi?
Filippi: no già tutti programmati, non ancora spesi ... ma tutti programmati ... cioè noi abbiamo presi cinque e ottanta ... stiamo a nove e novanta ... quindi ci sta questa differenza di cui se arrivano quei duecento si riduce ... questa e' la posizione ...
Fitto: e ... che programmi abbiamo oltre i nove e novanta?
Filippi: eh ...oltre questi nove e novanta credo che ce ne dovrebbero uscire altri 110-120
Fitto: ma qua c'è la programmazione del mio spot già fatta...già inserita...
Filippi: sì, sì ... sì ...
Fitto: quella dell'ultimo spot ...
Filippi: sì, sì ... sì tutto inserito.

Corriere della Sera, 21 giugno 2006
"Da Calabria Ok 1"
E dal conto dell'Udc
partono 100 mila euro


Il 18 marzo 2005 Aurelio Filippi Filippi, tesoriere del partito "La Puglia prima di tutto", invia un sms a Fitto: "Da Calabria Ok 1". Il messaggio dicono i magistrati, si riferisce a un bonifico di 100 mila euro proveniente dalla segreteria amministrativa regionale dell'Udc calabrese e accreditato lo stesso giorno sul conto corrente di "Puglia prima di tutto".
Arrivano i primi soldi dalla Tosinvest
La Repubblica, 21 giugno 2006
Gli intermediari
Il finanziamento illecito è dimostrato anche da alcune telefonate dove a parlare è Aurelio Filippi Filippi. Lo conferma un'intercettazione registrata il 4 aprile 2005, giorno delle elezioni. Il commercialista parla con una dipendente del gruppo Tosinvest.
Silvia: e ... sono Silvia della Finanziaria Tosinvest. La chiamo ...
Filippi: sì!
Silvia: da parte di ... Senta le volevo dire ... dovrei mandarle e ... tre contabili.
Filippi: sì
Silvia: una mi sta per arrivare di un'altra nostra società.
L'ex governatore è preoccupato perchè da Roma non arrivano tutti i soldi.
La Repubblica, 23 giugno 2006
I finanziamenti
Le elezioni sono passate. Nichi Vendola ha sconfitto Raffaele Fitto che però continua a cercare finanziamenti per il suo partito "La Puglia prima di tutto". E lo fa in una telefonata con il tesoriere del movimento Aurelio Filippi intercettata il 9 aprile 2005. L'ex governatore è preoccupato perchè sono arrivati da Rona "solo" 100 mila euro.
Fitto: io adesso c'ho da fare per un paio d'ore ... ci sentiamo verso le sei e mezza magari, e poi mi raggiungi un attimo che dobbiamo vedere un po' di situazioni ... da Roma che novità ci sono?
Filippi: da Roma si sono fermati a quella novità che ti ho dato ...
Fitto: ad un terzo solo?
Filippi: sì ...
Fitto: questo è un problema però ...
Filippi: sì che è un problema però lo risolviamo ... i modi per risolverlo lo troviamo ... non ti preoccupare.

Corriere della Sera, 22 giugno 2006
Cinque bonifici in un giorno. "Tutto a posto. Li vedrai sul conto"

E' il 22 aprile 2005, le elezioni sono alle spalle, ma bisogna far quadrare i conti. Fitto chiama Aurelio Filippi Filippi, il tesoriere del suo movimento-partito "La Puglia prima di tutto", che lo rassicura sui bonifici in arrivo alla filiale del "San Paolo Banco di Napoli" di Maglie (la sua città, ndr).
Fitto: pronto, dove cazzo stai?
Filippi: io sto a Lecce
Fitto: ma abbiamo novità su quel fronte?
Filippi: sì, sì ...
Fitto: tutto a posto?
Filippi: ma proprio dieci minuti fa l'ho avuta ...
Fitto: tutto a posto?
Filippi: così mi è stato detto ...
Fitto: da lui, da lui ti è stato detto ...
Filippi: da chi aveva avuto l'incarico ...
Fitto: da Maglie?
Filippi: no, no, da Maglie ancora no perché è stato fatto oggi, quindi lo vedo tra un paio di giorni ... Il "paio di giorni", sostengono i magistrati, è il tempo necessario a "vedere" l'accredito dei bonifici bancari sul conto della filiale di Maglie. Bonifici che infatti vengono disposti tutti nello stesso giorno della telefonata, il 22 aprile. Tutti sulla stessa filiale. Tutti con la stessa causale, "erogazione liberale". Tutti da società del gruppo Angelucci, ma di importi diversi: 50 mila euro dalla Cooperativa editoriale Libero, 40 mila euro dalla TGS 2004 srl, 40 mila euro dalla Santa Lucia 2000 srl, 30 mila euro dalla Casa di Cura Santa Lucia srl, 40 mila euro dalla Giada srl. In tutto, 200 mila euro. Che sommati ai precedenti 100 mila erogati dalle stesso società e ai 200 mila transitati sui conti dell'Udc, "quantificano il contributo finanziario del gruppo Tosinvest della famiglia Angelucci alle spese della campagna elettorale del governatore uscente in ben 500 mila euro".
La campagna acquisti

Fitto cerca di fare proseliti per la sua lista "La Puglia prima di tutto" attingendo dalle file del centrosinistra
Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006
"E' dell'Udeur, tento di portarlo nella mia lista"

A proposito della Seap scrive il Gip: "Dalle intercettazioni, invero, sono stati rilevati alcuni episodi in cui, chiaramente, il presidente Fitto, in pieno svolgimento della campagna elettorale, ha esercitato la propria influenza sull'amministratore unico della controllata Seap Spa (società di cui la Regione Puglia è proprietaria al 95% circa), ing. Domenico Di Paola, al fine di far ottenere l'affidamento di importanti commesse, da parte della società di gestione degli aeroporti pugliesi, in favore di soggetti da lui appositamente segnalati ... Il presidente Fitto, nell'ambito di una legittima iniziativa politica, trattava il passaggio nella sua coalizione del consigliere regionale Leonardo Maffione, capogruppo del partito Udeur alla Regione, passaggio che sicuramente avrebbe aumentato i consensi elettorali alla propria lista, in vista della competizione amministrativa del 2005 ... Fitto, che durante la conversazione telefonica era in compagnia del politico dell'Udeur, all'uopo invitato presso la sede della Presidenza della Regione per sottoscrivere la propria candidatura nelle liste del centrodestra come rappresentante della sesta provincia pugliese, la c.d. Bat, rivolgendsi al Di Paola, organizzava personalmente l'incontro tra l'imprenditore e uomo politico Maffione e l'amministratore della Seap Spa, al quale ultimo il presidente diceva testualmente": "sono con il consigliere Maffione ... di Barletta ... lui, per una situazione sua aziendale, voleva venire a parlarti ... una cosa che ci tengo", fissando l'appuntamento di Maffione con Di Paola: "tu puoi andare alle 10 e mezza alla Seap in aeroporto Dino ... allora alle 10 e mezza sta da te", ottenendo la disponibilità del pubblico amministratore: "alle 10 gli fai dare il mio numero di cellulare così lui mi dice che sta giù e io scendo" (contenuto della telefonata dell'1 marzo 2005).

L'interesse personale che il presidente Fitto riponeva nella questione si apprezzava maggiormente quando, licenziato il Maffione, contattava nuovamente, questa volta da solo, il Di Paola, per spiegargli i dettagli dell'operazione volta a convincere il dubbioso candidato dell'opposizione a passare tra le fila del centrodestra, dicendo al pubblico amministratore: "Questo è dell'Udeur, è consigliere ... è consigliere regionale dell'Udeur, io sto tentando di portarlo nella mia lista. Lui ha una azienda di piante ... queste cose qua ... e voleva fare qualche cosa là all'aeroporto, insomma vedi ... massima disponibilità ... È una delle cose che può farlo decidere a favore o contro l'accettazione, perché sarebbe una bella botta il capogruppo centro dell'Udeur, che se viene nella lista mia sai che bella botta"...
L'inchiesta su Telerama

Fitto e lo scambio di favori con Paolo Pagliaro, titolare della televisione amica "Telerama"
Nuovo Quotidiano di Puglia, 21 giugno 2006
"Se vuoi fare una chiamata alla Seap..."

Altra conversazione da cui emergeva l'interesse del presidente Fitto per i servizi a sostegno della campagna elettorale che poteva assicurargli in quel periodo tramite l'emittente tv salentina "Telerama", riguardava la richiesta a Pagliaro di riproporre il confronto registrato presso LA7 ("ho appena finito di registrare con Ferrara..."), in cui il presidente pro tempore riteneva di avere nuovamente conseguito sul suo antagonista uno schiacciante successo mediatico, chiedendo pertanto al Pagliaro il massimo effetto possibile di risonanza ("dovremmo riuscire a farlo vedere a tutto il mondo" ... "bisogna potenziarla, come facciamo!?"); il confronto registrato sulla rete LA7 avrebbe dovuto avere, secondo il presidente Fitto, una diffusione capillare nel Salento attraverso le tv locali capaci di sopperire alla mancata copertura di segnale della emittente nazionale, e per questo obiettivo contava sulla disponibilità del Pagliaro e della sua emittente locale: "e niente bisogna riprendere qualche stralcio e farlo diventare un servizio giornalistico ... dillo un po' a tutte le televisioni...".
Nel corso della stessa conversazione Pagliaro, quale "contropartita" alla sua disponibilità a fungere da cassa di risonanza, chiedeva a Fitto di intervenire personalmente sui dirigenti della Seap Spa per ottenere uno spazio nella campagna pubblicitaria in corso per l'apertura della nuova aerostazione, che fino a quel momento lo aveva visto escluso ("... Raffaele visto che ci sei se vuoi fare una chiamata alla Seap che sta prevedendo una campagna pubblicitaria...") ed il presidente Fitto non poteva che confermare la sua intenzione di contraccambiare il favore richiesto all'imprenditore salentino, dicendogli testualmente: "gliel'ho già detto..." e tanto emerge dal contenuto della telefonata del 22 marzo 2005, di cui si riporta sotto uno stralcio.
Fitto: sì?
Pagliaro: Raff ... dimmi tutto ...
Fitto: ho appena finito di registrare con Ferrara...
Pagliaro: bene, com'è andata?
Fitto: dovremmo riuscire a farlo vedere a tutto il mondo
Pagliaro: perfetto ...
Fitto: bisogna fare un po'... sta parlando guarda credimi una cosa da non credere ...
Pagliaro: peccato che questa qui non la vede nessuno ...
Fitto: bisogna potenziarla, come facciamo?
Pagliaro: e niente bisogna riprendere qualche stralcio e farlo diventare un servizio giornalistico ... dillo un po' a tutte le televisioni ...
Fitto: ma c'è ... non ho parole ... poi alla fine lui va bè innanzi tutto a me dice "io non ce la faccio più" durante le pause ... sta proprio ... ha mollato psicologicamente secondo me anche ... ma è imbarazzante ... poi ho parlato con Ferrara mi ha detto "bravo complimenti" poi alla fine ci hanno chiesto una cosa positiva del nostro avversario io ho detto "ma io riconosco che lui è una persona che crede nelle cose che dice quindi è convinto, gli riconosco onestà intellettuale"... cazzo dovevo dire ...
Pagliaro: certo ...
Fitto: su Fitto ... lui mi ha guardato e mi ha detto "è il migliore del centrodestra"
Pagliaro: va bè ... questo è ottimo ...
Fitto: non c'è dubbio che su questi qua abbia dimostrato concretamente ... una cosa ...
Pagliaro: va bene ... è un'ammissione importante
Fitto: sì una cosa ...
Pagliaro: quando va ...
Fitto: e poi nel merito della sanità ... della sanità voglio capire qual è il Mediterraneo, la Puglia, il sociale, la gente ... finito tutto quanto dico scusa non ho capito ... sarà un mio limite ma non ho capito ... Ferrara e l'altra ridendo ... e poi tutte ste cose qua... scusami fammi capire ma a Terlizzi "tu la rimetti la ostetricia ... perché per questo sono incazzate le persone" ... "ma noi vedremo" no ma tu mi devi dire la rimetti l'ostetricia il 5 di aprile mattina ... e se sì dove la togli e con quali risorse ...
Pagliaro: su questo ha risposto?
Fitto: non ha risposto ...
Pagliaro: e allora continua a fare le figuracce
Fitto: dobbiamo cercare di renderla pubblica questa cosa ...
Pagliaro: guarda chiama anche le altre televisioni
Fitto: infatti sto chiamando tutti quanti perché la cosa la spandino ...
Pagliaro: che la registrino e che chiaramente prendano degli stralci e li inseriscano nella loro informazione di domani ... oggi alle otto e mezzo va in onda questa cosa?
Fitto: sì ...
Pagliaro: bene ... mentre noi ci sono le "giornate con" sono molto belle, stiamo facendo un confronto virtuale tra le "giornate con" pure che andranno in onda sabato e domenica prossima facciamo una cosa molto bella e anche lunedì sera alle ventuno e trenta ... oltre a quelle che andranno in onda regolarmente oggi e giovedì ... facciamo proprio un confronto tra le "giornate con"...
Fitto: curate bene sta cosa di oggi ...
Pagliaro: hai capito ... stanno andanto molto bene ... Raffaele visto che ci sei se vuoi fare una chiamata alla Seap che sta prevedendo una campagna pubblicitaria ...
Fitto: gliel'ho già detto ...
Pagliaro: eh sì lo so ... però poi stanno facendo storie sui prezzi cose e quant'altro ...
Fitto: va bene ...
Pagliaro: e poi Aurelio sempre un fischio ad Aurelio...
Fitto chiede all'amministrato della Seap, Di Paola, di chiamare felefonicamente Pagliaro
La Repubblica, 21 giugno 2006
La televisione
L'ex governatore Raffaele Fitto avrebbe chiesto all'amministratore della Seap anche di affidare una buona fetta della pubblicità della nuova aerostazione alla televisione salentina Telerama. Eloquente una telefonata intercettata il 22 marzo 2005, ad un mese dalle elezioni.
Fitto: Mimmo, Raffaele
Di Paola: presidente come stai
Fitto: bene, nella programmazione che stai facendo, seguimi con attenzione Telerama
Di Paola: ho capito seguire nella programmazione
Fitto: comunicazione Telerama Lecce che ci tengo
Di Paola: va bene, va benissimo
Fitto: anzi se ti do un numero mi fai una chiamata ancora meglio
Di Paola: sicuramente subito, dimmelo ... faccio altro, posso fare altro?
Fitto: qua risponde Paolo Pagliaro che è il titolare
Di Paola: Paolo Pagliaro
Fitto: se lo chiami a nome mio: mi ha chiamato il presidente, e vedi insomma
Di Paola: sì, sì va benissimo
Fitto: ciao
Di Paola: ciao.
Pagliaro chiama Di Paola per annunciargli la visita di un suo agente al concessionario di pubblicità della Seap
La Repubblica, 21 giugno 2006
La Pubblicità
La prova che Raffaele Fitto abbia perorato con Domenico Di Paola la causa di Telerama è in una telefonata intercettata il 23 marzo 2005. Paolo Pagliaro annuncia al manager della Seap che un suo agente sta incontrando Loris Lombardini, concessionario della pubblicità per la società che gestisce gli scali.
Pagliaro: dott. Di Paola buongiorno sono Paolo Pagliaro
Di Paola: ah buongiorno
Pagliaro: Telerama
Di Paola: sì sì
Pagliaro: volevo dirle che questa mattina un mio funzionario sta incontrando il dott. Lombardini alle 10
Di Paola: sì, mi pare che lei abbia ricevuto una telefonata?
Pagliaro: no no non ho ricevuto nessuna telefonata
Di Paola: comunque abbiamo parlato con i miei
Pagliaro: ah, bene ah, perfetto l'importante è che oggi alle 10 magari il dott. Lombardini sia preparato
Di Paola: no no, anzi se poi lei mi dà un riscontro che tutto è andato bene ed era soddisfacente o no così io poi so regolarmi
Pagliaro: benissimo grazie molto gentile
Di Paola: ci mancherebbe altro
Pagliaro: buona giornata e buon lavoro.
L'inchiesta sugli oratori

Fitto, l'"alleato politico" mons. Ruppi e i finanziamenti agli oratori
Nuovo Quotidiano di Puglia, 24 giugno 2006
Quel feeling telefonico tra Ruppi e Fitto
«Sei stato stupendo ieri,
ho mosso anche le suore»


Il voto
A tre giorni dal voto regionale (3 e 4 aprile 2005, ndr) Ruppi e Fitto si sentono al telefono a proposito di una manifestazione elettorale andata bene (telefonata dell'1 aprile 2005, ndr).
Ruppi: sei stato stupendo ieri sera
Fitto: è andata bene, è andata bene, c'erano sette-ottomila persone...
Ruppi: io ho mosso anche le suore
Fitto: va bene
Ruppi: sono tutte le suore, mi unisco con la preghiera
Fitto: grazie, grazie
Ruppi: io non partecipo per la cravatta perché non posso averla, buon lavoro ti benedico e di abbraccio, ti seguo passo passo ...

La mamma
Il sostegno di Ruppi a Fitto è cosa nota tra i suoi supporter. Ecco un'intercettazione tra Leda Dragonetti, mamma di Fitto, e Luigi Macagnano, fedelissimo del deputato azzurro.
Dragonetti: io devo assolutamente andare a fare un salto a Martano più tardi, alle suore stronze perché mi hanno detto che queste non vanno a votare, mo' con Raffaele ...
Macagnano: ma roba da pazzi...
Dragonetti: no, ho chiamato il vescovo di Lecce per vedere di intervenire, guarda cose da pazzi ...
Macagnano: e c'erano le suore di Triggiano ...
Dragonetti: no, perché sono ordini venuti dall'alto ...
Macagnano: ma guarda qui ...
Dragonetti: queste, a queste disgraziate, sì, e non vanno a votare, ecco, hai capito tu...

L'inaugurazione
Telefonata dell'1 marzo 2005.
Ruppi: tu sei stato invitato ... io ho chiamato oggi una squadra ... di tre ... quattro persone colte che devono ... rintuzzare sui giornali ... sei stato invitato in tv domani pomeriggio all'inaugurazione degli studi? Perché io ci vado ... e porto anche il vescovo di Conversano ... io sto facendo un buon lavoro con quella tv
Fitto: mmh ... quello è importante ...
Ruppi: ... l'ho rifatto e vado domani alle cinque ... va anche Al Bano ...
Fitto: ... che ha un carattere quello...
Ruppi: ... e lo so ... che dobbiamo fare? ... eh ... Raffaé ... oggi ci vuole molto olio ...
Fitto: ... sì, ma lo so ... lo so ...
Ruppi: ... ma stiamo crescendo eh...
Fitto: no, va bene ... va bene ...

Il recupero
E' il 4 marzo 2005, manca un mese alle regionali. Il presidente dei vescovi pugliesi è fiducioso.
Ruppi: sono stato ieri a Bari, per il congresso eucaristico ... ho visto altri vescovi ... stiamo camminando ...
Fitto: no ... va bene ... va bene ...
Ruppi: ... stiamo recuperando ... eh ...
Fitto: ... al di là

Le tattiche
L'11 marzo 2005 l'ex governatore e l'arcivescovo parlano della tenuta del centrosinistra.
Ruppi: un altro fatto buono è che io sto percependo che la Margherita comincia ad entrare in difficoltà ...
Fitto: la Margherita ha fatto delle liste debolissime ...
Ruppi: sì, sta trovando delle difficoltà, non la votano ...
Fitto: è chiaro ...
Ruppi: qui avremo il voto disgiunto ...
Fitto: ma il voto disgiunto lo quantificano già in 7/8 punti percentuale
Ruppi: qui avremo il voto disgiunto ché alcuni me l'hanno detto a me chiaramente ... io l'altra sera stavo all'aeroporto di ritorno dalla Cei, parecchi alti, alti, alti Ds ... volevo dire: ma che avete combinato ...
Fitto: sono i primi che hanno il terrore di fare questa cosa
Ruppi: loro hanno paura, io poi questa mattina ho ricevuto una persona ma adesso non posso dirti nulla, se ci vediamo ...

Don Ciotti

Ruppi assicura Mario De Donatis, capo di gabinetto dell'allora presidente della Regione Puglia, di un suo interessamento per sostenere Raffaele Fitto. La telefonata è del 9 marzo 2005.
Ruppi: io sono qui alla Cei e sto qui facendo un buon lavoro, anche alle spalle, e sto convincendo l'arcivescovo di Torino a tirare un po' di gomito a don Ciotti, perché Ciotti ha fatto quella ... eh, che però io non mi trovo. Tu me la puoi recuperare? E' una lettera di don Ciotti.
De Donatis: ma quella che fece a dicembre addirittura?
Ruppi: c'è una lettera nella quale dice: caro Nichi eccetera, tu la puoi recuperare? Me la devi recuperare ... perché ...
De Donatis: quella che uscì su "Repubblica" tanto tempo fa
Ruppi: non lo so, non lo .... e poi è stata utilizzata nel sito di Nichi c'è. Se tu me la fai e me la mandi a Lecce, domani mattina la mando a Torino

L'affluenza
E' il 3 aprile 2005, domenica di voto. Il governatore è al telefono con un collaboratore, Luciano Ancora.
Fitto: l'affluenza ce l'hai?
Ancora: non hanno ancora chiuso i seggi. Ma a Lecce città siamo al 52 per cento. Maglie è al 69
Fitto: non è buona. Dieci punti in meno della volta scorsa. Ma si può sempre chiedere aiuto agli amici per recuperare qualcosa...
Ancora: senti una cosa, ma il Cosmo per mobilitare questi che vanno a votare ...
Fitto: ma è tardi, ormai è tardi anche per Cosmo Francesco Ruppi. sì, gli ho parlato, non c'è un c... da fare, ormai

La delibera
E' il 6 aprile 2005. Fitto è stato sconfitto da Nichi Vendola. Ruppi chiama De Donatis per conoscere l'esito dei provvedimenti sui finanziamenti agli oratori.
Ruppi: ... quella delibera che è stata assunta, adesso diventa esecutiva nelle mani del direttore generale, o no? O può essere revocata?
De Donatis: sì, no, quella, c'è la delibera, il coordinatore dei lavori pubblici deve procedere a fare la determina sulla base appunto di quelle, di quello che è stato stabilito dalla delibera, quindi.
Ruppi: bisogna dire se la fa subito ...
De Donatis: e beh certo, certo ... comunque il presidente rimarrà in carica almeno trenta, quaranta giorni altri, quindi, non ci sono problemi, penso.

Il cantiniere
E' il 21 aprile 2005, dopo tre settimane ci sono ancora fondi da assegnare. Al telefono i dirigenti Armando Serra e Mario De Donatis: «Una cantina», commenta quest'ultimo, capo di gabinetto di un presidente che biasima. E poi dice: «Un milione a quello, due milioni a quell'altro, praticamente voto di scambio ». «Il cantiniere è Palese, ma il responsabile è il presidente. Che mi auguro possa rinsavire dopo questa esperienza».
Ruppi sollecita i finanziamenti agli oratori è dà consigli sulla campagna elettorale
La Repubblica Bari, 22 giugno 2006
Ruppi e il Papa in fin di vita
"Pregate ma fate giri privati"


Le richieste
Più volte Ruppi chiede notizie sulla legge di finanziamento per gli oratori. Lo fa spesso parlando con Mario De Donatis, capo di gabinetto della presidenza della Regione. Significativa la telefonata intercettata il 19 marzo 2005.
Ruppi: se l'assessore Carrieri
De Donatis: sì
Ruppi: doveva firmare quella cosa, quella distribuzione, quando la fa?
De Donatis: e niente, ho parlato anche con Armando Serra e mi ha detto che ancora non ha avuto l'input, non lo so, stanno ... stanno definendo forse
Ruppi: il preside... il presidente aveva detto che la faceva fare subito
De Donatis: e lo so adesso, tanto tra poco mi vedo con Carrieri e glielo chiedo proprio subito
Ruppi: e domanda a Carrieri
De Donatis: Serra mi ha detto che ancora stanno lavorando, ma ancora ci vuole qualche giorno
Ruppi: e lo so, ma queste cose ... Mario ... devi dire a Carrieri, che se ... se la fa subito ha un valore, se non la fa subito ...

La campagna elettorale
L'arcivescovo di Lecce dà anche consigli al capo di gabinetto di Fitto. Giovanni Paolo II è in fin di vita. E' l'1 aprile 2005, in una conversazione intercettata, parla così a Mario De Donatis.
Ruppi: e so che m'ha detto il presidente che sta annullando tutti gli impegni
De Donatis: sì, sì, sì, sì, infatti io le volevo dire questo, tra poco arriva a Lecce il sottosegretario Guidi, avevamo organizzato una serie di giri che ovviamente sospendiamo tutto e allora volevo dire se a lei fa piacere quando viene, facciamo una visita ...
Ruppi: fate lo stesso i giri privati, fateli no?
De Donatis: e lo so, però il presidente mi ha fatto sapere di sospendere tutto, adesso voglio capire bene, se questi giri privati li facciamo
Ruppi: e i giri privati, sì, potete farli ...
De Donatis: non lo so, adesso vediamo un po', si senza parlare di campagna elettorale ... non, non bisogna fermare, pregare ma non possiamo fermare il lavoro ...
De Donatis: ... il messaggio preciso era questo però: sospendere qualsiasi cosa
Ruppi: sì, va bene, sospendere ...
De Donatis: e infatti io l'ho detto che c'erano queste visite e lui ha detto: no, no, niente
Ruppi: ... sospendere, sospendere la parte pubblica, però continuare a lavorare e pregare ...
De Donatis: ah! Certo, certo, certo
Ruppi: ... eh! E molto anche

Le preoccupazioni
Per Fitto il sostegno di Ruppi e fondamentale. Lo dimostra una conversazione intercettata il 7 marzo 2005. L'esponente di Forza Italia parla con il cugino Giovanni Portaluri.
Portaluri: ... un articolo ce lo può fare buono ... e un articolo di Panorama ... fatto bene ... una buona marchetta ... che spari a zero su Vendola ... su alcuni temi e ti faccia risaltare ... secondo me è un fatto positivo ... l'altra cosa che ti volevo segnalare perché tu la tenga a mente ... io non so come ... ma forse qualche mobilitazione ulteriore ... eh ...naturalmente ... tu sai come stanno le cose ... sulla chiesa va fatta ...
Fitto: ... sì lo so ... ho parlato già con Ruppi ... lo sto dicendo ... ho parlato con tutti quanti ...
Portaluri: ... con Cacucci pure?
Fitto: ... sì ...
Portaluri: ... e che diceva Cacucci per esempio?
Fitto: ha detto che lui ... dice ... che loro come è noto ... non scendono in campo ... certo ... le persone che sono ... schedat... che ... i temi di questa campagna elettorale evidenziano delle ... delle forti differenze (segnale interrotto) ... da quello che io ho avuto riscontro è intervenuto a favore mio ... Cacucci ... così come Ruppi apertamente ... e tanti altri ...
Portaluri: io Ruppi lo avverto ... però o diventa una guerra di religione ... una guerra santa ... o diventa tosta.

Le pressioni
E' il 7 marzo 2005. La madre di Fitto chiede al figlio di parlare a Ruppi del caso del vescovo di Ugento. "Mi ha chiamato padre Roberto, adesso, dice ma un richiamo forte, il vescovo Ruppi non lo può fare? Dice che il vescovo di Ugento, c'è stata una riunione l'altro giorno, tra l'altro parlavano di fecondazione artificiale, c'è una dottoressa dell'Asl di Bari che ... e padre Roberto ha fatto proprio la domanda esplicita al vescovo e ha detto ma queste regionali come ci dobbiamo comportare qua? I valori quali sono allora? Questo dice che se n'è uscito dicendo, io sono rimasta di sasso, dicendo ... dice lasciamo libera la coscienza di decidere".
Il sostegno di Ruppi per la campagna elettorale e l'impegno di Fitto per la delibera sugli oratori
La Repubblica Bari, 23 giugno 2003
Oratori, il funzionario si ribella
"Pazzi, non firmo la delibera"


La campagna elettorale
L'esponente del partito azzurro e il prelato sono ottimisti sull'andamento della campagna elettorale. Lo conferma una telefonata, intercettata il 4 marzo 2005, un mese prima delle elezioni.
Ruppi: ... quando si presentano le liste? ... domani?
Fitto: no ... no ... il nove ...
Ruppi: ... ah ... il nove ... ho l'impressione ... che ... soprattutto su Bari ... si va rischiarando ...
Fitto: ... no a Bari va proprio bene ... ma va bene da tutte le parti devo dire adesso ...
Ruppi: ... è Lecce che bisogna un po' rischiarare di più ...
Fitto: ... sì ... ma ... secondo me sta andando bene ...
Ruppi: ... si stanno muovendo qui An?
Fitto: ... sì ... sì ... sì va bene ... va bene ...
Ruppi: eh ...
Fitto: ... i candidati sono entusiasti tutti quanti ...
Ruppi: ... mi pare che li vedi abbastanza motivati ... no ... dal nostro ambiente si va rinserrando ... io sono a Roma ... abbiamo il Consiglio permanente tre giorni ... poi faccio subito la conferenza dei vescovi ...

Le strategie
Il ruolo di Ruppi nella campagna elettorale è al centro di alcune conversazioni, come quella intercettata il 2 aprile 2005. Fitto parla con Antonio Lia, sindaco di Specchia e all'epoca presidente dell'Anci.
Lia: Raffaele, Ruppi lo hai visto?
Fitto: ieri ho parlato, ieri sera ...
Lia: se lui facesse arrivare a tutti i preti quel fax, quelle proposte di legge di coso, hanno un effetto eccezionale, io intanto, ho un po' di preti, si sono scandalizzati, quelle ...
Fitto: ma quello, ma quello lo stiamo facendo girare a tappeto proprio eh! (il riferimento dovrebbe essere a un volantino anonimo con stralci di proposte di legge e dichiarazioni di Vendola, ndr)
Lia: sì, però se io facessi il fax ai preti, è una cosa che non hai idea insomma, io ho portato un po' di preti, sono scandalizzati ...
Fitto: sì, sì
Lia: ... possibile, possibile, voi non sapete che poi il federalismo consentirebbe a questo, di fare della Puglia quello che non è riuscito a fare alla Camera, aprite gli occhi cari miei.

La delibera
Il 23 marzo 2005 la delibera che prevedeva l'assegnazione di fondi ai Comuni per la costruzione di impianti sportivi viene rimodulata. L'erogazione di fondi, ora, è destinata agli oratori. Raffaele Fitto, in questo modo, avrebbe ipotecato il sostegno di Ruppi. Significativa la conversazione tra l'allora capo di gabinetto Mario De Donatis e un funzionario regionale.
G.F. : ... senti a Ruppi devo mandare quell'elenco
De Donatis: sì, sì con la lettera timbro e l'elenco
G.F. : l'elenco degli oratori va bene
De Donatis: così poi lui si fa il giro ... e lui si fa la campagna elettorale, così ci sono due campagne elettorali parallele la nostra e quella sua
G.F. : ma l'elenco parte da Andria e va a finire
De Donatis: lui è pure il presidente della Conferenza episcopale
G.F. : quindi è lui che comanda tutto va bene

I timori
E' il 14 aprile 2005. Le elezioni sono ormai passate. Nichi Vendola ha sconfitto Raffaele Fitto che però vuole mantenere l'impegno con Ruppi. La sua giunta è ancora in carica, ma il coordinatore dei Lavori pubblici Armando Serra si rifiuta di firmare la delibera sugli oratori. Mario De Donatis cerca di convincere il funzionario.
De Donatis: me va bè, a me dispiace perché voglio dire, qua il vero problema è che tutti davano per scontato il risultato e tutti quanti hanno perso tempo
Serra: ma deve averglielo detto sul fatto delle perplessità eccetera, perché adesso hanno cambiato direttive, cioè mo vogliono revocare la delibera ... farne un'altra in cui si danno solo gli oratori eccetera. Ma è possibile questa cosa ?! Ma che è ordinaria amministrazione questa?!
De Donatis: va bè, non lo so. Ah, poi tra questo mi ha telefonato pure Ruppi
De Donatis: dice: sai Mario mi raccomando dì a Serra di fare presto eccetera ... Per cui penso ...
Serra: oh, ma questi sono pazzi! Loro non rischiano niente, io devo rischiare! Ma sono Pazzi!

I tentativi
Raffaele Fitto e l'ex assessore al Bilancio vogliono risolvere il problema. Se Serra non firma, sarà qualcun altro a farlo. Significativa la telefonata registrata il 14 aprile 2005.
Fitto: allora allora immag... scusami immagina una soluzione rispetto a quel problema lì, perché non è proprio pensabile, perché se no veramente ci facciamo, non ho parole per definirci, mi spiego?
Palese: ma dove c... sta si può sapere?
Fitto: non si trova è a Roma ... non per il momento ragioniamo come se non ci fosse, mi spiego
Palese: non ci siamo se non ci fosse le fa S. eh!
Fitto: è la prova diversamente troveremo qualcuno che è disponibile a fare questo.
L'attivismo di Fitto prima di lasciare la presidenza
La Repubblica, 23 giugno 2006
I provvedimenti
Dopo la sconfitta elettorale l'ex governatore corre ai ripari. E cerca comunque di erogare i finanziamenti promessi. Eloquente una conversazione intercettata il 15 aprile 2005. La giunta è ancora in carica, ma solo per l'ordinaria amministrazione. Fitto parla con il consigliere regionale di Forza Italia Raffaele Baldassarre.
Fitto:allora non facciamo niente per il momento poi ne parliamo domani al ritorno, perchè c'è una contrarietà di Mantovano, come al solito, sulle nomine. Cioè non possiamo fare le nomine ... comunque ho pulito tutti i soldi che c'erano
Baldassarre: ah buono, buono e dove gli hai destinati?
Fitto: fognature, una misura dell'agricoltura e tutti gli oratori e tutti gli impianti sportivi.
Le pressioni di Ruppi perché si firmi la delibera prima che arrivi la nuova giunta
La Repubblica Bari, 24 giugno 2006
"Vogliano che firmo ancora
Ma questo è voto di scambio"


Eloquente una telefonata intercettata il 14 aprile 2005.
Ruppi: l'ultima cosa ... ecco ... fammi sapere ... l'ultima cosa ... se il coordinatore dei lavori pubblici può fare quella cosa esecutiva ... lo faccia subito no!
De Donatis: e lo so ... ma dovrebbe ... li mi ha detto che mancava due giorni che aveva gravi problemi e che tornava domani ... io adesso sto cercando ...
Ruppi: ... a questo punto ... se è soltanto un fatto tecnico e che l'eseguisse prima che arrivino gli altri no!
De Donatis: soltanto che mi aveva detto che aveva qualche problema di istruttoria perché stava da solo ... non lo so ... comunque domani mi occupo anche di questo ...
Ruppi: ... e va bè ... pigliasse un altro ... facesse l'istruttoria veloce adesso ... grazie!

I timori
Dopo la telefonata con Ruppi, lo stesso giorno, Mario De Donatis chiama Armando Serra, il coordinatore del settore lavori pubblici, che deve firmare la delibera sugli oratori. Il dirigente, però, si rifiuta. Dopo le inchieste che hanno travolto alcune Ausl pugliesi e lo Iacp, ha paura. E ricorda che la giunta uscente può gestire l'ordinaria amministrazione.
Serra: mi dicevano che Vendola ha mandato una diffida ufficiale ... a Fitto di fare soltanto provvedimenti urgenti e che non facciano perdere i finanziamenti ...
De Donatis: non lo so ... non lo so ... qua invece di dialogare e di non mettere in difficoltà i funzionari ... d'accordo ... perché voglio dire certe cose mo' lasciamo stare ordinaria e straordinaria amministrazione ... poi il confine lo sa soltanto Gesù ...
Serra: ... sì ... il confine ...
De Donatis: ... il problema è uguale perché ... i provvedimenti che sono a cavallo tra una giunta e l'altra, il fair play vuole che ci sia un'intesa ... va bene ... e io penso che se gli altri anche sono ragionevoli capiscono le ragioni del governo uscente e il governo uscente può capire le ragioni di chi sta entrando ...
Serra: ... ma io dico ... con tutto il casino che è successo nelle ultime due settimane tra gli Iacp e sanità ... con ... pronto ...
De Donatis: ... e che ti devo dire ...
Serra: con le intercettazioni su Repubblica ...
De Donatis: ... e mi sa tanto ... che ti devo dire ...
Serra: ... su Repubblica ... l'hai letto? ... io ho letto
De Donatis: si ho letto ... poi ti dico una cosa ... poi la privacy ... etc ... non lo so proprio ...
Serra: vabbè ... quello ... quella ... solo Repubblica fa così ...
De Donatis: io non lo so ... non lo so ... non lo so ... proprio qua non ... vabbè che vuoi fare ...
Serra: dopo tutte queste cose tu ... insisti e mo ... questa cosa che vuol fare ... revocare ... una revoca di una delibera è un fatto di ordinaria amministrazione?
De Donatis: eh ... non lo so ...

La delibera

Il provvedimento sugli oratori viene firmato dal dirigente Giuseppe Cavallo che, dopo essere stato convocato dalla finanza, il 18 gennaio 2006, parlando con sua sorella Luisa, non nasconde le sue perplessità sulla delibera.
Giuseppe: non si giustificano 40, 70 milioni di euro alle parrocchie!
Luisa: ... no assolutamente ... è un fatto ... eh ... è un fatto di voti!
Giuseppe: poi io volevo mettere un limite ... un tetto di 100 mila euro per ogni ... per ogni domanda ... non mi hanno ... non mi hanno voluto ascoltare ... e hanno dato tutto quello che chiedevano ... ci sono parrocchie che hanno fatto istanza per un milione e mezzo di euro Luisa!
Luisa: e cosa ne devono fare?
Giuseppe: eh ... ma ... mega impianti sportivi ... come se nella parrocchia si svolgessero degli eventi tali da presupporre 3000, 4000 spettatori ... voglio dire ...

Il passaggio di consegne
La giunta uscente, prima dell'insediamento di Vendola, avrebbe dovuto pronunciarsi solo sull'ordinaria amministrazione. E invece, secondo gli investigatori, sarebbe stato firmato un provvedimento che ha permesso di erogare fondi del Fondo di rappresentanza del presidente promessi in campagna elettorale. Emblematica una conversazione tra De Donatis e Serra, intercettata il 21 aprile 2005, che commentano anche la decisione di Fitto di partire nel periodo in cui era previsto il passaggio di consegne.
Serra: ti sei appena svegliato, perché stai già sbadigliando
De Donatis: e certo riposato caro, perché stamattina mi hanno fatto inquietare
Serra: chi?
De Donatis: sempre i soliti, mi volevano far firmare un'altra delibera
Serra: sì non hanno capito niente!
De Donatis: non hanno capito niente, un'altra delibera
Serra: in cui?
De Donatis: in cui no niente trecentocinquanta milioni, praticamente voto di scambio un milione a quello due milioni a quell'altro tre milioni a questo eccetera ...
Serra: ma quando arriva Vendola?
De Donatis: ma! Se non sbaglio il presidente parte lunedì, parte domani forse, per venti giorni, Vendola dovrebbe arrivare martedì, mercoledì
Serra: ah! Se ne va per venti giorni?
De Donatis: eh! Io tra l'altro voglio capire, il passaggio delle consegne come lo fa? ...
Serra: ah! Lui lunedì parte?
De Donatis: sì, forse addirittura sabato, e dico (ride), questo praticamente, sai Vittorio Emanuele, quando se ne andò a Brindisi?
Serra: ah!
De Donatis: più o meno la stessa cosa (ride) ...
Le pressioni sul coordinatore dello Sport per la delibera sugli oratori
La Repubblica Bari, 25 giugno 2006
Il dirigente e il diktat di Fitto
"Se firmo l'atto mi suicido..."


Le strategie
Il sostegno che Raffaele Fitto avrebbe ricevuto in campagna elettorale da monsignor Cosmo Francesco Ruppi emerge, secondo gli investigatori, anche da alcune conversazioni tra il prelato e l'allora capo di gabinetto Mario De Donatis. Come quella intercettata il 9 marzo 2005. I due parlano di un intervento da inviare ai giornali e di una pubblicazione sui musei.
De Donatis: se troviamo un sacerdote, però dovrebbe essere un altro sacerdote, che dovrebbe dire in buona sostanza che i sacerdoti non possono ...
Ruppi: no, no, no, in questo momento siete voi che dovete uscire, noi stiamo mantenendo un fair play un po' ...
De Donatis: io scriverei pure, però come capo di gabinetto a me non mi conviene ...
Ruppi: deve essere un laico che deve avere una certa autorevolezza che mandi però subito all'indomani 'ste cose. Terza cosa avrà recuperato, certamente la lettera che riguarda quella pubblicazione sui musei? Io l'ho mandata all'attenzione del presidente
De Donatis: io non io non l'ho vista ...
Ruppi: se poi glielo ricordi, hanno parlato, abbiamo parlato insieme con il vescovo di Conversano, giovedì scorso ...E' una lettera nella quale ufficialmente io chiedo, come presidente dei vescovi, di patrocinare la ... in vista del congresso eucaristico nazionale una pubblicazione sui musei diocesani. La spesa complessiva è 30, 31mila euro, una stupidaggine, non ..., 29mila euro. Lui disse, il presidente, mandatemela subito ...

Le preoccupazioni
Dopo la sconfitta elettorale, Fitto non è l'unico a preoccuparsi che la delibera sugli oratori venga approvata. Eloquente una conversazione del 13 aprile 2005 tra l'ex governatore e l'allora assessore Nino Marmo.
Fitto: venerdì mattina dobbiamo decidere ...
Marmo: e ... là per quelle cose degli oratori ... gli uffici non hanno fatto niente ... non possiamo neanche vendercela una cosa sacrosanta che abbiamo fatto
Fitto: le dirigenziali le stanno facendo no?
Marmo: no ... no ... non stanno facendo niente ... l'impiegato che le fa ... insieme a Serra ... ha detto "non ho avuto disposizione ... non sto facendo niente" ... che cosa gli porto ad Andria come documento? ... niente ... questi non stanno facendo niente ... diglielo tu a Serra ...
Fitto: roba da pazzi guarda ...
Marmo: è robba da pazzi sì ... hanno fermato tutto ... in attesa del nuovo padrone ...

La paura
Il coordinatore dei Lavori pubblici Armando Serra si rifiuta di firmare la delibera sui finanziamenti agli oratori. Fitto e l'assessore Carrieri si rivolgono così a Giuseppe Cavallo, funzionario del settore Sport. Lui è preoccupato, però, come dimostra una conversazione intercettata il 14 aprile 2005.
Cavallo: mi scusi avvocato ... dopo di che questo provvedimento ... deve dire anche che non è più il dirigente del settore Lavori pubblici a ...
Carrieri: e certo ...
Cavallo: ma diventa ... il settore Sport ... altrimenti io mi suicidio ... se faccio una delibera di questo tipo ...
Carrieri: siamo completamente d'accordo ... dobbiamo fare questa delibera che comporta questo doppio passaggio ... innanzitutto che vengano individuate le priorità degli interventi sugli oratori e campi sportivi ...
Cavallo: e che soprattutto si determini il finanziamento che è stato ritagliato per queste due ... e deve essere esplicito perché non posso io averlo ricavato ... da questa delibera ... altrimenti mi accollo delle responsabilità avvocato ... che neanche la Lloyd di Londra mi assicurerebbe
Carrieri: siamo completamente d'accordo ... noi dobbiamo fare una delibera con la quale la giunta dirà ... quando io ho detto che volevo prioritariamente soddisfare gli oratori.
L'inchiesta su "La Fiorita"
La Repubblica Bari, 20 maggio 2006
"Parlo a nome del grande capo ok alla proroga di sei mesi"

Sono 150 mila ore di intercettazioni a svelare il sistema, a spiegare come mai la Fiorita fosse riuscita a vincere gli appalti. Le conversazioni dicono che i fratelli Dario e Piero Maniglia (titolari de "La Fiorita", ndr) vantavano appoggi «eccellenti». Conoscevano il mondo della politica. E il mondo della politica parlava con loro. Lo faceva Luigi Macagnano. E' lui, il collaboratore di sempre, quello del suo stesso paese, a tradire Fitto. E' il caso di una conversazione, intercettata in un bar.
Maniglia: la questione della Lecce 2, cosa dobbiamo fare?
Macagnano: incompr ... come mi hai detto tu, lui ha sempre avuto questo incompr ... me l'ha costretta, a me ha detto, guarda, mi hanno spiegato che bisogna giustificarlo meglio per fare sta cosa.

Con loro c'è anche Ambrogio Francone (direttore dell'Ausl Lecce 1, ndr). Parlano dei problemi legati al rinnovo contrattuale di 39 unità.
Francone: io posso capire a recuperare una decina di persone, e va bene, ma non a levarle tutte e quaranta. Nell'ambiente di Casarano e tu lo sai Casarano che c'è
Maniglia: sono 39. Tu devi difendere dalle polemiche ... ci saranno i sindacati
Macagnano: figurati i disagi che ci saranno
Francone: il casino
Macagnano: per io al di là di questo
Francone: è chiaro
Macagnano: appena può, che questi giorni parlo con lui.

«Lui» è Raffaele Fitto. L'ex governatore che viene chiamato anche «grande capo». Come fa Ambrogio Francone che, per conto di Dario Maniglia, contatta Rocco Palese (assessore al Bilancio, ndr) per una proroga alla Ausl di Maglie dove è stato appena nominato un nuovo direttore.
D. Maniglia: ti volevo dire tutto bene là ...
Francone: ah
D. Maniglia: nel senso che si sarà un telegramma per sei mesi
Francone: eh
D. Maniglia: nel frattempo si vede di stabilizzarlo
Francone: ho chiamato io ho parlato io
D. Maniglia: eh per questo
Francone: ehhh ti ho fatto il terreno
D. Maniglia: perfetto
Francone: a nome del grande capo, Rocco mi ha detto: chiamalo tu a nome mio e digli: "ha detto Rocco di risolvere il problema" e così gli ho detto
D. Maniglia: a bene infatti, mo domani fa la cosa per sei mesi e poi si vede.

E poi c'è una conversazione più delle altre "importanti". Perché a parlare è Raffaele Fitto. Dall'altro capo del telefono c'è Dario Maniglia. E' l'agosto 2002. Il manager della Fiorita vuole rassicurazioni sul futuro di Luigi Nilo, ex direttore generale della Asl di Foggia anche lui arrestato nell'operazione dello scorso anno.
Fitto: allora, noi ci vediamo uno di questi giorni ... devi dire al nostro amico, nonostante l'esito complessivo, di stare tranquillo perché lui comunque ... diciamo nei prossimi giorni, troverà modo e ruolo nei pressi di casa sua
Maniglia: ah, bene
Fitto: l'unica cosa che devi fare è chiamartelo per dire che abbiamo parlato, e dirgli di stare tranquillo. Tu gli devi dire che ci sentiamo nei prossimi giorni, che nonostante questa cosa che è venuta fuori io non mi sono dimenticato di lui e glielo dimostrerò. E poi, quando vieni, vieni con lui pure.

Gli uomini della guardia di finanza ascoltano la conversazione. Sapere che l'incontro c'è stato è semplice. E' il 29 agosto 2002. Dario Maniglia è appena uscito dalla abitazione dell'ex governatore a Maglie quando chiama il fratello Piero. E' felice.
D. Maniglia: so che mi hai chiamato, ma stavo proprio entrando a casa dell'amico nostro. Capito? Quindi ho dovuto spegnere. E' andata molto bene. Sto con Luigi, siamo soddisfattissimi
P. Maniglia: ah, bellissimo!
D. Maniglia: proprio bene, io non avevo dubbi però temevo che le idee chiarissime non ce le avesse. Invece ha le idee chiare ... ha detto ... bellissime, d'affetto
P. Maniglia: va bene
D. Maniglia: con dieci cristiani avanti, appena è arrivato, prima noi. Ti passo Luigi che ti vuole salutare.
L'inchiesta sulla vendita dei supermercati Cedis
Corriere del Mezzogiorno, 7 luglio 2006
"Raffaele, hanno vinto gli amici tuoi..."

Sono trascorse solo poche ore dall'apertura delle buste. E' l'8 aprile 2004. Antonio De Feo chiama una collaboratrice di Raffaele Fitto per comunicargli il nome dei vincitori, Aligros ed Eurospin, del gruppo Montinari. "Aspetta che lo dico al presidente", risponde la segretaria. Dopo qualche ora l'allora governatore della Puglia richiama l'avvocato: "Ho solleciti di vario genere quindi ci sentiamo nel fine settimana". E dall'altra parte De Feo, come se parlassero della stessa cosa: "Quelli sono amici tuoi". Per gli investigatori del Gico della Guardia di finanza che hanno realizzato questa e molte altre intercettazioni, come per i magistrati che ieri hanno ordinato gli arresti di De Feo e degli altri commissari Cedis, è la prova che l'amministrazione straordinaria lavorava per favorire gli uomini del presidente.
La vendita dei 23 supermercati della Cedis si era appena conclusa con un risultato inaspettato. La vittoria del gruppo Montinari, al quale erano stati concessi non pochi vantaggi. Ad esempio notizie privilegiate sull'offerta di un altro concorrente, quello che poco amichevolmente De Feo definisce "quello s... di Tatò", mentre l'avversione della commissione di vigilanza (anzi, per dirla con il solito De Feo, "quei pezzi di m... della commissione") era stata aggirata anche grazie alla pressione del territorio, dal prefetto di Lecce all'allora sottosegretario Alfredo Mantovano, scesi in campo a favore dei dipendenti senza lavoro.
"Ormai vige l'aria di pararsi il c...". Confida con la consueta eleganza De Feo a Montinari, allorquando si rende necessaria una correzione della proposta per superare le resistenze della commissione. Il gip scrive che "al fine di mettere le carte a posto", viene "modificata la perizia di stima, alterando in questo modo "il valore del complesso aziendale". Una dirigente del ministero avverte però puzza di bruciato e propone di ripetere la gara: "I commissari ben avrebbero potuto - ha poi dichiarato la funzionaria agli inquirenti - anzicchè scatenarci addosso l'intera Puglia, concordare con gli stessi offerenti un esperimento di gara per offerte migliorative, a garanzia di entrambe le parti". La cosa fa naturalmente andare su tutte le furie De Feo, che infatti commenta: "E allora ci muoviamo pesantemente". Il 23 giugno 2004 tramite sms comunica a Fitto che "sono al ministero e ho la netta sensazione di un disegno tendente al fallimento della Cedis. Urge un tuo intervento sul sottosegretario per far approvare la cessione". Il che per gli inquirenti rappresenterebbe una "strana deformazione della prospettazione dei fatti", perchè come appreso dagli stessi dirigenti del ministero, l'obiettivo era cedere i beni dell'azienda al migliore offerente. Sta di fatto che Fitto parla con il sottosegretario, identificato dagli inquirenti in Stefano Valducci, di Forza Italia. E così il giorno dopo i due sono di nuovo al telefono: "Ho parlato con l'interessato, che mi ha negato la cosa". Il ministero non remava per il fallimento.
Il direttore generale Massimo Goti si allineerà alle richieste di Fitto, scavalcando la dirigente riottosa e dando il definitivo via libera alla proposta del gruppo Montinari. Il perchè De Feo si mostri tanto fedele all'ex governatore è spiegato dallo stesso diretto interessato. "Io le nomine che ho avuto le ho avute perchè Fitto mi ha caldeggiato. Però non posso andare a rompere i c... ogni giorno e notte". E quando, dopo circa un anno, la vittoria di Nichi Vndola sorprende tutti, il brillante avvocato barese viene sorpreso la telefono con un misterioso interlocutore mentre scherzando spiega che "sono venuto a Milano a chiedere asilo politico a Formigoni. Me lo hanno messo in c... senza vasellina. E mo' alla Regione succede la stessa cosa. Comunque possiamo campare lo stesso anche senza la Regione Puglia, grazie a Dio"...
Anche l'edizione barese della Repubblica riferisce gli stessi episodi, con qualche particolare in più sulle intercettazioni.
La Repubblica Bari, 7 luglio 2007
"Dobbiamo pressare il ministero
quella perizia va messa a posto"


... E così De Feo sollecita Montanari a predisporre al più presto il parere di congruità richiesto. Poi chiama un altro avvocato, Antonio Rizzo, genero di Montinari, e dice: "Ormai vige l'aria di pararsi il c..., mi scusi il termine, nel modo più ampio possibile. E quindi, siccome il prezzo è inferiore alla metà, allora io le dissi che dall'inizio questa cosa aveva un po' lasciati interdetti ...Noi abbiamo fatto delle precisazioni dicendo appunto che lo stato dei magazzini e che la situazione generale insomma è pesante ... eccetera. Loro ci hanno risposto: va bene, abbiamo preso nota di questo discorso, però fateci un parere di congruità sul prezzo offerto"...
Ma nonostante il nuovo parere di congruità, il ministero è intenzionato comunque a disporre una nuova gara. De Feo e Montanari, allora, concordano di "muoversi pesantemente" e De Feo sollecita l'intervento personale di Raffaele Fitto. Che, dopo averlo incontrato, gli avrebbe detto (riferisce De Feo a Montinari) "non ti preoccupare. Lunedì preparami un appunto e scrivo io direttamente una lettera al ministero e al sottosegretario. Perché questa cosa non può assolutamente succedere - dice - faccio succedere un casino!".
Il pressing di De Feo su Fitto si fa più insistente con il passare dei giorni nell'aprile 2004. Lo testimoniano alcuni sms. In uno, inviato all'allora presidente, è scritto: "Il prefetto di Lecce ha deciso di intervenire sul ministero x l'autorizzazione alla vendita Ce.Dis. Fammi sapere cosa devo fare!". In un altro, invece: "Sono al ministero e ho la netta sensazione di un disegno tendente al fallimento della Ce.Dis. Urge un tuo intervento sul sottosegretario per far approvare la cessione". Fitto, in risposta, gli avrebbe chiesto "un promemoria", ricevuto il quale, poi sarebbe passato all'azione. "Mo' ho parlato con l'interessato - dice l'ex governatore a De Feo in una conversazione telefonica - che mi hanno negato la cosa (cioè la volontà nel ministero di far fallire la Cedis, ndr) e mi ha detto che s'interessa per risolvere il tutto ... Mi hanno detto ... mi ha detto: assolutamente no! Adesso io verifico e rimuovo tutto"...
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Note bibliografiche
(1) Corriere del Mezzogiorno 22/06/2006
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