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Armando Tango si presenta

Armando Tango

Mi chiamo Teo Pepe e faccio il giornalista dal 1980. Un sacco di tempo.
E’ dal mio lavoro, così cambiato in tutti questi anni, che è nato Armando Tango, figura che invidio molto.
Tanto per cominciare non esiste e questo è già un bel vantaggio.
Armando Tango infatti non ha età, non ha peso, non ha nemmeno una faccia. Questa incorporeità gli permette di vivere assai meglio e solo quando vuole lui. Ne consegue che la sua esistenza “a intervalli” lo mantiene in ottima forma e gli risparmia fatica, fastidi, mutui e bollette, tutte cose che affliggono le persone normali.
Ci frequentiamo poco, quel tanto che basta.
Nel 1995 Armando ha scritto il suo primo libro, dedicato alla sua città, che poi è anche la mia.
La Lecce di papà” racconta – per voce dei testimoni - come si viveva nel capoluogo salentino negli anni Cinquanta, periodo di grandi mutazioni sociali e non solo.
Il libro, stampato in 1.200 copie, andò esaurito in poche settimane (bontà di chi lo lesse e lo acquistò) e non è mai stato ristampato, almeno finora. L’anno dopo Armando raccontò gli anni Sessanta, ovvero “il tempo in cui tutti potevano essere felici”, con “Scusi, vuol ballare con me?” (pubblicato dagli amici, miei e suoi, delle edizioni del Grifo).
Era il 1996.
Subito dopo, mentre alcuni temerari gli chiedevano di raccontare “anche” gli anni Settanta, Armando si dileguò senza lasciare nemmeno un biglietto.
Andò a nascondersi chissà dove e non dette più notizie di sé. Nemmeno una telefonata fino al 2007, quando si rifece improvvisamente vivo.
Stanco di raccontare il passato, questa volta aveva deciso di raccontare il presente che era sotto gli occhi di tutti.
Salento’s movida” (L’odore dell’estate”) è il frutto di questa sua idea.

Armando Tago

armando.tango@libero.it

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