Pagina 1 di 11 - Totale elementi:104
Martedì 24 agosto 2010, alle ore 20,00, presso la masseria Frattizze di Torre Lapillo, a Porto Cesareo (Lecce).
La Glocal Editrice aderisce e sostiene le iniziative di lotta e di proteste intraprese da editori (Fieg) e giornalisti (Fnsi) in difesa della libertà di stampa, che in Italia verrebbe fortemente compromessa qualora anche la Camera approvasse il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. Un conto è la privacy dei comuni cittadini, un altro conto è quella di chi ci governa e gestisce le istituzioni dello Stato e denaro pubblico, la cui condotta deve essere irreprensibile e trasparente non solo sotto il profilo penale ma anche sotto quello morale. I cittadini hanno il diritto di sapere, così come il giornalisti hano il diritto e il dovere di informare liberamente. Limitare l'uso delle intercettazioni rappresenta, inoltre, un gravissimo ostacolo all'azione dei magistrati nella lotta alla criminalità e nella tutela della sicurezza dei cittadini.
16 giugno 2010
La scusa è quella di garantire la privacy dei cittadini, ma l'obiettivo vero è quello di impedire ai giornalisti di raccontare le malefatte dei potenti e ai cittadini di essere informati. La legge-Alfano sulle intercettazioni, in via di rapida approvazione in Parlamento, è stata voluta a tamburo battente per mettere il coperchio sulle inchieste della magistratura e impedire che l'opinione publica sappia. Il divieto di pubblicazione di qualsiasi atto (comprese le intercettazioni) di un'inchiesta sino all'inizio del processo terrà all'oscuro i cittadini di vicende che possono incidere sulla vita democratica del paese. Il carcere per i giornalisti e le pesantisse sanzioni economiche per questi e i loro editori si configurano come una vera e propria indimidazione alla libertà di stampa. Limitare poi le intercettazioni, al punto di far perdere qualsiasi loro efficacia nella lotta dei magistrati contro la corruzione e la criminalità, significa fare un grosso favore ai criminali. Questa Casa Editrice condivide e si affianca all'iniziativa di tutti coloro intendano contrastare il disegno liberticida del governo Berlusconi. Per maggiori informazioni consultare la Rubrica di Repubblica "No Bavaglio", e se vuoi fare di più partecipando in prima persona firma l'appello sul sito Nobavaglio.it.
19 maggio 2010
I piloti di un elicottero Apache hanno scambiato i lunghi teleobiettivi delle macchine fotografiche per dei lanciarazzi. E, secondo le regole di ingaggio, hanno aperto il fuoco: sono morti così Namir Noor Eldeen, reporter dell'agenzia Reuters a Bagdad, il suo autista, Said Chmagh, ed altre 10 persone. Colpiti anche due bambini. L'episodio, documentato da un video registrato dalla "camera" dell'elicottero, è avvenuto il 12 luglio 2007 in una via di Bagdad. Dopo l'incidente la Reuters aveva chiesto al Pentagono il video ma non aveva ottenuto risposta. Lunedì, il sito Wikileaks.org ne ha diffuso una copia dopo averlo ricevuto da una fonte interna. Dopo il primo errore, dal filmato si vede l'accanimento con cui i militari americani sparano su altri civili che tentano di portare soccorso ai feriti con un pulmino sul quale ci sono i due bambini. All'epoca la versione ufficiale del Pentagono fu che erano stati uccisi durante uno scontro a fuoco con i ribelli e che era colpa loro se erano rimasti colpiti anche dei bambini usati come "scudi". (Leggi la notizia anche su Repubblica e il Corriere della Sera).
7 aprile 2010
Che vita è se a 36 anni esci da casa al mattino alle 5,30 e vi fai ritorno dopo 12 ore per andare a lavorare, lasciando moglie e figli? Andrea non ce l'ha fatta, stressato dai ritmi di lavoro in una fabbrica di salotti che considerava la sua "famiglia", tanto di comprare con i suoi soldi gli attrezzi per lavorare meglio. Si dava da fare, era ben voluto da tutti ma era ossessionato dalla produttività, l'unica arma che aveva per non farsi cacciare a causa dell crisi incombente. Voleva quasi diventare "insostituibile", senza pensare che le logiche del mercato ignorano qualsiasi elemento di umanità. Ieri hanno trovato il suo corpo annegato in mare. E' accaduto in Puglia, ma è una storia dei nostri tempi che potrebbe accadere ovunque. (Leggi la notizia sul Corriere del Mezzogiorno o su Repubblica).
26 marzo 2010
E' il sogno di tutti gli editori, di molti politici ed imprenditori, insomma di tutti coloro che gestiscono il potere: avere giornalisti che non costino molto e che, soprattutto, scrivano ciò che vogliono i potenti. Potrebbe essere a breve una realtà stando alla notizia che sarebbe stato inventato un robot-giornalista in grado di fare fotografie, intervistare i protagonisti e scrivere velocemente e senza errori un articolo. Un umanoide con queste caratteristiche sarebbe stato già realizzato dall'Intelligent Systems Informatics Lab (ISI) della Tokyo University, mentre macchine per confezionare articoli sarebbero state realizzate già anche negli Usa: basta inserire i dati per avere un bel testo scritto (leggere l'articolo sulla Repubblica). I robot però non sono in grado di pensare e agiscono solo sulla base della programmazione che hanno avuto. Con buona pace della libertà di stampa si avrebbe, quindi, non un'informazione libera e critica ma solo una "informazione programmata". Chissà che ne pensa Berlusconi?
26 marzo 2010